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Il maestro | |||||
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| Antonella Boffa Ballaran, istruttore HP Leggevo recentemente un articolo scritto da Antony Paalman dal titolo “Conoscere se stessi” nel quale il grande cavaliere olandese (che ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere in veste di istruttore quando ero poco più che una bimba timida ma grintosa in sella ad un pony) poneva l’accento su quanto un “sano” ed onesto lavoro di introspezione sia realmente in grado di modificare la qualità del lavoro svolto con il proprio cavallo. Cito dalla fonte “Se si conosce bene se stessi, si risparmieranno tempo, arrabbiature, energie e si potranno conseguire risultati eccellenti”… Siccome, per natura, sono sempre alla disperata ricerca di questi “risultati eccellenti”, ho pensato e ripensato a lungo a queste poche righe, perché non sono riuscita, subito, a cogliere appieno la profondità di questo insegnamento.E, come potevo ben immaginare, ancora una volta, la risposta mi è arrivata proprio dai miei cavalli. Ho “rispolverato” il detto “presentami il tuo cavallo…e ti dirò chi sei:”, così ho iniziato a elencare le qualità, le propensioni, il carattere dei “miei” equini per cercare di conoscere un pochino meglio me stessa. Compito ostico ed imbarazzante, ma, forse, veramente utile ed indispensabile ad ogni proprietario. La prima “analisi” si è rivolta al mio Q.H., Pannocchia. Più che un compagno, un maestro. Questo cavallo mi ha fatto comprendere fino infondo le parole di Pat Parelli : “Quando sai già tutto, allora è il momento di imparare” Nel suo carattere introverso, passivo (e pure un pochino scorbutico) è riuscito a “tirare fuori”, inesorabilmente, tutte le lacune di una “equitazione” che io pensavo e credevo di conoscere a fondo (dopo 20 anni di onorata carriera agonistica!) ma che, al contrario, non mi aveva fornito altro che “tecniche”, più o meno utili, per “pilotare” un cavallo, senza far crescere la mia conoscenza, in maniera profonda ed accurata, in nessun altro ambito. Penso di non aver mai provato un sentimento di empatia così forte per nessun altro cavallo e, a tutto ciò, non posso, sinceramente, dare una spiegazione razionale. Pannocchia era l’acquisto da non fare, un cavallo di 4 anni, già “rotto” nel fisico e nello spirito, ridotto a fare il cavallo da scuola poiché ritenuto inadatto a qualsiasi disciplina; niente cattiverie, niente sgroppate, nessun rifiuto ma, d’altro canto, nessun tipo di comunicazione, assenza totale di emozioni, di collaborazione, di volontà. Forse era arrivato il momento di mettersi in gioco, umilmente, riconoscere i miei, infiniti, limiti e rimboccarsi le maniche, andare alla radice dei problemi, estirpare abitudini sbagliate per introdurne di nuove, cercare e fortificare le giuste motivazioni per andare avanti, non mollare, aprire la mente gli occhi e il cuore per scoprire, sperimentare nuove e vecchie teorie e tecniche. In un certo senso “restituire” ai cavalli tutto quello che, con infinita bontà e pazienza, mi avevano donato nel passato (senza che io riuscissi, aimè, a coglierne e goderne appieno). Ecco, Pannocchia è riuscito in tutto questo, con favolosa “persistenza passiva” ha smosso le montagne dentro di me, mi ha “obbligata” a tornare a scuola, a studiare l’inglese, a cercare non solo nuovi istruttori ma anche nuovi veterinari, a “spaziare” in ambiti a me sconosciuti ma, in cambio, mi ha permesso di credere di più in me stessa, di fortificarmi, di conoscere persone positive, anche lontane, ma che prestano fede ai miei stessi ideali, con le quali sono nate vere e sentite amicizie. Questo straordinario cavallo è stato (e fortunatamente continua ad esserlo) un vero e proprio educatore, ha saputo sviluppare in me un nuovo atteggiamento, ha “tirato fuori” doti che non sapevo nemmeno di possedere: pazienza, umiltà, dedizione. E’ stato un maestro pretenzioso ma mai intransigente, inesorabile ma amorevole, mi ha saputa aspettare, ha “subito” i miei errori senza batter ciglio, così facendo, ha pure migliorato le mie doti di insegnante. Mi ha fatto capire cosa possa significare la parola: unione. Oggi Pannocchia ha solo 9 anni, chissà quante cose avrà ancora da insegnarmi in futuro, ogni giorno, come se fosse il primo, quando incrocio i suoi occhi, sento una particolare emozione che, inesorabile, esplode dal profondo, è felicità….come vorrei che potesse sentirla anche lui… Ora mi aspettano sfide sempre più ardue, “vette da scalare” per la sottoscritta: un puledro da addestrare, persone da istruire, cavalli da capire; allora, come mi ha insegnato il mio equino, raccolgo la sfida, vado avanti consapevole dei miei limiti ma, allo stesso tempo, consapevole di poterli superare, se solo lo voglio veramente. Grazie Pannocchia. |
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Segreteria Nazionale: Paola Monticelli |
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HorseMan Program by Luciano Mattalia |
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